sabato 13 novembre 2010

"Della vita di Alfredo": la Brianza raccontata da un "brianzolo" esterno



Della vita di Alfredo. E chi diavolo è Alfredo? Alfredo è Alfredo l’uregia. Sì, avete capito bene: l’uregia, l’orecchio, il frocio, la checca. Chiamatelo come volete, ma Alfredo è un diverso. In tutto e per tutto. Abita in un paesino qualsiasi della Brianza, di quelli fatti di industrie e di freddo, “quello vero, quello che paralizza la mascella da un orecchio all’altro quasi a disegnare un sorriso al quale nessuno crede”. Una terra che punisce per il suo clima dove c’è sempre stato posto per due categorie soltanto: i omen da una parte e i donn che han da munda giò dall’altra. Il libro di Paola Cereda, per chi in Brianza ci vive, è un sorriso (divertente e amaro non importa) unico: un richiamo continuo alla quotidianità che, vista per la prima volta in un libro senza troppo fronzoli ma con tanta concretezza, fanno sentire il lettore brianzolo importante. E ad ogni riga, il lettore pensa “E sì, l’è propi inscì”. Sullo sfondo, una storia, tante storie, raccontate dal punto di vista di chi, come Alfredo, non è uguale a nessuno. Né tanto meno alle categorie che la Brianza, così come tanti altri luoghi, d'Italia, impongono in maniera secca e decisa. Non è una storia di outing come magari si può credere (in Brianza non si fa outing). E’ la storia di generazioni, degli obblighi morali di cantare nel coro della gesa e di ritenersi pure fortunati per poterlo fare, dei piccoli litigi tra associazioni fatte di prese di posizioni a prescindere: Acli da una parte, Parrocchia dall’altra per esempio. Paola Cereda racconta spesso di morte e sofferenza con quella “cantilena” tipica della Brianza dove le sfortunate sono tutte “poradona”, dove la fede spesso limita e dove i problemi ci sono, ma non si dicono. Alfredo l’uregia racconta tutto questo con sottile ironia, ma nello stesso tempo con affetto. In fin dei conti a popolare il Mondo sono i personaggi e le loro avventure. E in queste pagine, che hanno come sfondo il background personale di uno dei tanti, uno dei diversi, uno degli ultimi, trovate un sacco di storie assurde e nello stesso tempo vere. Da leggere e gustare per dire: “Cazzo, è davvero così”. E magari anche per non lasciarsi andare all’idea che, in fondo, vada tutto bene perchè “basta che Signor lè da per tutt” per star bene nella vita.

2 commenti:

  1. ALESSIA COLOMBO24 novembre 2010 08:26

    mi hai fatto proprio venire voglia di leggerlo!
    :)

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  2. Troppo buona Ale (è andato di là!). Comunque a te piace sicuro....

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